STRESS INTERVIEW: nuove frontiere del recruitment

La stress interview altro non è che un colloquio lavorativo che mira a scoprire il profilo psicologico del candidato; viene utilizzata soprattutto per ruoli che, per definizione, devono possedere determinate caratteristiche comunicative e relazionali e far fronte a situazioni di stress lavorativo quotidiano. 

Nella stress interview le domande sono poste in modo diretto e con ritmo incalzante.
L’intervistatore si aspetta dall'intervistato risposte precise in un contesto ben strutturato. 

stress interview
stress interview

Quando è utilizzata

E’ utilizzata soprattutto per la selezione del personale commerciale con lo scopo di testare la resistenza in situazioni che provocano frustrazione. 
Prevede una serie di domande "a raffica" in modo diretto e intrusivo con lo scopo di creare insicurezza nel candidato.
Questo tipo di intervista può minare il contratto psicologico che solitamente si instaura tra la risorsa e l'azienda proprio in fase di colloquio.
Per questi motivi è consigliabile che lo stile di conduzione della stress interview sia utilizzato solo da persone esperte e solo quando è strettamente necessario.
Chi ricorre alla stress interview è il 21% delle aziende, in alternativa o insieme alla classica prova individuale o di gruppo su un caso aziendale (32%), un test di personalità (26%), un test di logica (21%), o il colloquio in una lingua straniera (21%). 


Come affrontare una stress interview?

Alcune aziende sempre più spesso utilizzano questo tipo di intervista per riuscire a “testare” il candidato.
Ecco perché è utile sapere e apprendere alcune semplici regole per uscirne vittoriosi.

 

win
win

Rilassiamoci e consolidiamo la confidenza in ciò che siamo, sappiamo e non sappiamo. Manteniamo sempre il contatto con gli occhi del nostro selezionatore e non curiamoci troppo del suo atteggiamento: non c’è alcun motivo per cui debba odiarci.

Ogni stress interview che si rispetti analizza i lati negativi e difettosi del candidato. 
Potrebbe sembrare banale, ma definire chiaramente quali sono i nostri punti deboli, ci aiuterà a evitare imbarazzanti esitazioni e titubanze. L’onestà aiuta noi e i recruiter.
Quando la nostra debolezza corrisponde al punto di forza sul quale deve poter contare il titolare del ruolo per il quale abbiamo intrapreso il colloquio, mentire porterebbe solo a due cose: la perdita di tempo (e risorse) dell’azienda e, soprattutto, la nostra insoddisfazione professionale futura.
Organizzare risposte brevi ci aiuterà a evitare di essere fastidiosamente interrotti. Concentriamoci sulla nostra voce per non farci prendere dal nervosismo: l’errore più grande in queste interviste è perdere le staffe e divenire aggressivi di rimando.

 

Gli errori peggiori durante un colloquio?

Non conoscere l’azienda, rispondere a monosillabi e vestirsi trasandati (l’abito fa il monaco, qualche volta). Prima di uscire di casa per affrontare il vostro colloquio non dimenticate di prepararvi a rispondere a tre domande: ’quali sono i suoi punti di forza e di debolezza’, ’perché si è candidato per la nostra azienda’ e ’mi parli del suo percorso universitario”: in una stress interview (o meno) non mancano mai. E ricordate: qualsiasi cosa accada, restate calmi. 

Alla fine del colloquio è vostro diritto accertarvi che il parametro contributivo sia equo e proporzionale al livello di responsabilità e di impegno richiesti. 
Se siete sicuri di voi stessi e delle vostre competenze professionali, non ci sarà stress interview che vi spaventi.