Marketing dell’ascolto: 6 buoni motivi per cui prima di tutto devi saper ascoltare

Con l’avvento del Web 2.0 l’azienda non è più la protagonista unica e assoluta della sua comunicazione. Nella rete imperversa una moltitudine di conversazioni di utenti che liberamente esprimono opinioni riguardo la reputazione di una marca, parlano delle loro esperienze personali di acquisto di un prodotto/servizio e del suo possibile impiego, muovono richieste nei confronti di aziende.

 

 Ti è mai capitato di “ascoltare” il web per ottenere informazioni riguardo ad un prodotto/servizio?

Ad esempio, hai mai consultato TripAdvisor o Blog di settore per informarti sulle recensioni fatte da altri utenti su ristoranti, case vacanza e hotel?

 

Questo complesso scenario fa si che per le aziende sia sempre più complicato monitorare la propria reputazione online.

Da ciò deriva l’importanza di usare strumenti di controllo delle conversazioni online e di partecipare attivamente alla rete, con il fine di conquistarsi nel tempo un’identità digitale credibile e riconosciuta.

Marketing dell'ascolto
Marketing dell'ascolto

Di seguito approfondiamo 6 buone motivazioni per cui chi fa marketing al giorno d’oggi deve fare dell’ascolto una propria virtù:

1) Le campagne pubblicitarie non possono prescindere dalla consapevolezza che oggi il consumatore medio è sempre più informato ed ha più poteri di confronto. Perciò è utile evitare un approccio imperativo e puntare a creare empatia e coinvolgimento nei confronti dei nostri utenti target.

2) Il concetto di contenuto è influenzato dalle logiche partecipative e di condivisione tipiche della rete. Se ciò che rende il contenuto potenzialmente visibile ad un pubblico pressoché illimitato è la condivisione, ecco che allora risulta evidente quanto sia importante ascoltare le esigenze degli utenti target e creare contenuti di loro interesse. Se creiamo contenuti di valore per gli utenti target, sarà più probabile che questi ultimi condividano o interagiscano in qualche modo, aiutando così il contenuto ad avere visibilità nella rete. Tutto ciò di riflesso si tradurrà in un aumento del consenso e della credibilità nei confronti dell’azienda sul web.

3) Essere predisposti all’ascolto significa anche essere aperti ad eventuali critiche. Significa capire che se qualcuno parla male di noi c’è una ragione, e la cosa migliore non è cercare di censurare o nascondere i reclami perché non ci riusciremo, ma è capirne il motivo e migliorarsi. Provare a relazionarsi e spiegarsi onestamente con chi si lamenta di noi è il primo passo.

4) La reputazione online va monitorata in quanto veicola sulla rete la credibilità del brand.  E’ di fondamentale importanza costruire una presenza affidabile e credibile, ciò è possibile solo attraverso un’attività comunicativa coerente e pianificata.

Non dobbiamo dimenticare poi che la reputazione online di un’azienda risulta essere costituita dalla somma delle sue persone attive in rete e, dunque, trae beneficio dalla partecipazione il più possibile estesa e consapevole delle persone coinvolte nell’azienda.

Digital Listening
Digital Listening

5) E’, senza alcun dubbio, utile praticare l’arte dell’ascolto anche in ottica SEO. E’ fondamentale avere un sito online che appaia fra i primi risultati sui motori di ricerca. Monitorare le ultime novità di mercato e gli interessi della nostra target audience ci aiuta a comprendere quali sono le tematiche che più sono ricercate dai nostri utenti.

Il passaggio successivo, ovvero quello di ottimizzare il posizionamento del nostro Sito con la creazione di contenuti in linea con le tematiche di interesse dei nostri stakeholder, ci permetterà di avere più possibilità di essere trovati e quindi di iniziare una conversazione proficua.

 6) L’empatia, ovvero la capacità di riconoscere e comprendere le emozioni negli altri, permette di rispondere all’interlocutore sia on-line che off-line nel modo più efficace possibile risultando più sinceri e credibili. 

  • L’empatia prende origine innanzitutto dalle nostre capacità di ascolto. Si parla in questo caso di un ascolto attivo, che non è semplicemente udire. Ascoltare attivamente significa mettersi nella posizione di cogliere quello che l’altro ci dice, senza giudicarlo e senza interpretarlo alla luce di nostri pregiudizi, convinzioni e conoscenze.
  • Nel libro Intelligenza Emotiva, Daniel Goleman rimarca come le abilità di un individuo di connettersi emotivamente agli altri si fondano particolarmente sulla capacità di ascolto che quest’ultimo possiede.

E’ dunque di fondamentale importanza, soprattutto per chi si occupa di marketing, saper ascoltare con attenzione ciò che i pubblici target comunicano e le loro esigenze, sforzandosi di afferrare non solo il contenuto, ma anche i motivi per cui stanno parlando di noi.

 

Prima di giungere alle conclusioni ti vogliamo presentare un curioso e recentissimo caso di marketing dell’ascolto: la campagna marketing #TiAbbiamoAscoltato di Plasmon. Questa campagna marketing è incentrata sul lancio del nuovo biscotto Plasmon prodotto senza uso di olio di palma. L’azienda ha così trasformato in realtà le numerose richieste provenienti da madri: “Olio di palma no grazie”, “Se non fosse per l’olio di palma sarebbero perfetti”, “Plasmon, per favore, togli l’olio di palma dai biscotti” e molte altre ancora.

L’azienda spiega inoltre come abbia impiegato più di un anno di ricerca e sviluppo per produrre un biscotto che in assenza dell’olio di palma potesse avere gli stessi principi nutrizionali, la friabilità, il gusto inconfondibile e la proprietà unica di “sciogliersi” facilmente in bocca.

 

Campagna Marketing #TiAbbiamoAscoltato di Plasmon
Campagna Marketing #TiAbbiamoAscoltato di Plasmon

Sicuramente si tratta di una best practice per quanto riguarda la tematica del marketing dell’ascolto. Qualora fosse di tuo interesse approfondire il caso, ti consigliamo di guardare il video pubblicato sulla pagina Facebook “Mamme e Plasmon” dall’azienda in occasione del lancio di questo nuovo prodotto e di visitare la pagina http://www.tiabbiamoascoltato.it

In conclusione dunque si può affermare che le aziende che intendono mettere in pratica il marketing dell’ascolto devono in primis monitorare gli ambienti comunicativi d’interesse e, successivamente, essere abili nel crearsi una propria identità riconosciuta e reputazione che abbiano come punto di partenza l’interazione con le persone.

 Come fare tutto ciò?

La chiave del marketing dell’ascolto è la partecipazione: la frequenza di aggiornamento su ogni specifica piattaforma e la qualità dei contenuti che forniamo, costruiranno la percezione e l’immagine del nostro brand agli occhi del network di persone che ci circondano.

 

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Questa e altre tematiche di marketing strategico sono oggetto della consulenza e formazione di Rolleri Cultura d’Impresa, scopri di più a questo link: http://goo.gl/kgYgfM